Fontana serie Siena Solar ESOTEC spfubt3217-2019 nuovi

Si avvicina la vigilia di Natale e le varie festività natalizie.

Un periodo ottimo per trascorrere un pò di tempo in famiglia. Nello stesso tempo, se si è soli o se si è appena perso qualcuno di importante, le feste possono diventare un calvario. Fantastico vintage in metallo e vetro la luce all'aperto Se poi a due genitori spariscono cinque dei dieci figli che hanno la notte della vigilia di Natale…

Ma andiamo per ordine.

Fayetteville, West Virginia, 1945: una città operaia in cui sorgevano diverse miniere di carbone, principale sostentamento della cittadina che, all’epoca, contava poche centinaia di abitanti, la maggior parte dei quali immigrati.

Anche George Sodder, all’anagrafe ‘Soddu’, era emigrato, un italo americano trapiantato nel profondo nord degli Stati Uniti e lavorava come trasportatore di carbone. Sodder era il patriarca di una famiglia molto numerosa composta dalla moglie Jennie e dieci figli di età compresa tra i tre e i ventitré anni.

Joe, il maggiore, era nell’esercito lontano da casa, poi c’erano John e George Jr, rispettivamente di 23 e 16 anni, minatori e Marian, 17 anni, che faceva la commessa, in fine c’erano i piccoli Maurice (14 anni); Martha (12); Louis, (10), Jennie (8), Betty (5) e la piccola Sylvia, di appena 3 anni.

La loro sarebbe la comune storia di una numerosa famiglia italiana emigrata in America nel dopoguerra in cerca di un futuro migliore, se non fossero stati protagonisti di uno dei più inquietanti rapimenti del Novecento. La notte della viglio di Natale del 1945.Faretti da Incasso a Led 5x Set Bianco Luci Soffito Spot I Sodder sono reduci da una giornata di duro lavoro e sono stanchi e decidono di andare a letto presto. Ma i più piccoli non ne vogliono sapere e vogliono continuare a trastullarsi con i doni appena ricevuti. Allora gli adulti, genitori, John. George Jr e Marian vanno a dormire permettendo ai piccoli di trattenersi ancora un pò con la promessa in cambio di chiudere bene la porta d’ingresso e le luci prima di andare a dormire.

Una decisione di cui si pentiranno per il resto della loro vita.

Verso mezzanotte squilla il telefono e la Signora Sodder si alza per rispndere.

Una voce femminile le chiede di qualcuno che non ha mai sentito nominare e che non abita in casa Sodder. La donna fa appena in tempo a rispondere che dall’altra parte della cornetta risuona una sinistra risata. ‘Uno scherzo’, pensa Jennie, uno scherzo di pessimo gusto. Trova anche le luci accese e la porta d’ingresso accostata. Non ci dà peso, pensando ad una dimenticanza dei figli. Spegne le luci e chiude tutto e torna di sopra a dormire.

Dopo poco, appena addormentata, sente il frastuono di un oggetto pesante che si schianta sul tetto dell’abitazione. Non ha il tempo di andare a verificare cosa stia succedendo, che viene investita dal fumo dell‘incendio che in pochi istanti è divampato in casa. I Sodder fuggono dalla casa in fiamme trascinando i figli più grandi, ma i piccoli Maurice, Martha, Louis, Jennie, Betty, sono rimasti al piano superiore chiusi nella loro stanza. George fa per prendere la grande scala che tiene sempre all’esterno della casa, ma è sparita. Prova ad entrare spaccando il lucernario ma la casa ormai è in preda alla fiamme. Marian corre di vicini per chiamare i vigili del fuoco che per, non riuscendo a trovare l’indirizzo, si perdono e giungono sul posto alle otto del mattino quando ormai la

Si apre l’inchiesta e si chiude in due giorni: corto circuito elettrico la causa dell’incendio ed i piccoli Sodden morti bruciati nel rogo della loro casa.

Però… ci sono molti però.

Il più grande di tutti: i piccoli Sodden però non si trovano, non un resto, non un osso, un dente. Assolutamente nulla. Scomparsi, senza lasciare alcuna traccia di sè.

Il cavo del telefono risulterà tagliato di netto a 60 mt. dalla casa.

Le luci sono rimaste accese fino a che il fuoco non ha distrutto tutto, come può essere stato u corto circuito? Impianto appena messo a norma da papà Sodder.FARETTO 50 LED CON PANNELLO SOLARE RICARICABILE E CON SENSORE DI MOVIMENTO

La scala a pioli da sempre tenuta contro la parete della casa e non trovata durante la notte dell’incendio al solito posto ritrovata in un terrapieno distante una ventina di metri dall’abitazione.

Ritrovato un guscio vuoto, come quello di una bomba carta, che spiegherebbe il rumore udito sul tetto prima dello scoppiare dell’incendio.
Mille dubbi cominciano a balenare nella mente dei Sodder: si è trattato di un incidente o l’incendio è stato, piuttosto, un espediente per distogliere l’attenzione dal sequestro dei piccoli?

Anche la circostanza che i fili del telefono siano stati tagliati manualmente sembra non destare l’attenzione delle autorità. George e Jennie Sodder, però, sono convinti che i loro figli siano vivi nonostante la Polizia locale li abbia dichiarati morti senza trovarne traccia pochi giorni dopo l’incendio.

Neanche le dichiarazioni dei testimoni valgono l’apertura di una indagine. Alcune persone riferiscono di aver visto un’auto con dei bambini sfrecciare via la sera dell’incendio e alcuni loschi personaggi aggirarsi intorno a casa Sodder, addirittura lanciando bombe incendiarie. I testimoni riferiscono che queste persone parlavano italiano, la lingua dei ‘Soddu’.Faretto a incasso a LED GENIUS 50w 840 neutralbianca S6081 E della mafia. L’ombra della criminalità organizzata – che in quegli anni faceva affari anche con il trasporto del carbone – si allunga su questa inquietante scomparsa.

Passano gli anni e i Sodder non si rassegnano all’idea che non sapranno più nulla dei loro figli, e promettono 10.000 dollari a chi saprà dar loro delle indicazioni per ritrovare i figli e un enorme manifesto all’ingresso della città con le foto dei cinque figli scomparsi.

Poi nel 1967 succede qualcosa: ricevono una foto.

Ma non è una foto qualsiasi, è l’immagine ritrae un giovane uomo incredibilmente somigliante a uno dei figli smarriti della coppia, Louis e reca sul retro la scritta “Louis Sodder. I love brother Frankie. Ilil Boys A90135”

Potrebbe essere il gesto di un mitomane incoraggiato da un recente articolo sui casi insoluti apparso su un giornale, un articolo che aveva dato al caso una nuova risonanza.Faretto a Incasso Led da Oberon Cob 280-540 Lumen Mr16 12 Volt Eppure Jennie e George Sodder sono certi di riconoscere il loro figlio scomparso a 10 anni. Sulla foto ci sono anche numeri e cifre scritti a mano: si tratta del codice di avviamento postale di Palermo.

Si rivolgono ancora senza successo alla polizia locale.

Non potendo contare sulle autorità, George e Jennie assumono un investigatore privato per andare fino in fondo a questa storia ma anche lui scompare nel nulla.

La sparizione dell’investigatore rappresenta l’ultimo capitolo della vicenda. George Sodder è morto poco dopo nel 1969 senza sapere la verità. Sua moglie Jennie gli è sopravvissuta per altri 20 anni. Sylvia, la figlia che all’epoca dei fatti aveva tre anni, si è assunta poi il gravoso compito della ricerca della verità insieme ai suoi eredi. Dei piccoli Sodder oggi resta un monumento fatto costruire dai genitori, una specie di cappella in cui sono riprodotte sei fotografie, compresa quella ricevuta nel 1967. Sul marmo è scritta in stampatello la vicenda della famiglia Sodder. Sulla sommità delle foto campeggia la scritta: “Neanche dopo trent’anni è tardi per indagare”.

 

Fontana serie Siena Solar ESOTEC spfubt3217-2019 nuovi

20180828_140102Chiavari, Liguria, in un lunedì mattina di maggio, il 9 maggio 1996, un lunedì come tanti, con le strade forse più vuote del solito, le saracinesche della gran parte dei negozi ancora abbassate, il sole che finalmente spezza le nubi di un inverno che non vuole lasciare il passo alla primavera. Alle nove e tredici di mattina  nella sede della Croce Verde di Chiavari squilla il telefonoFARETTO CALPESTABILE DA ESTERNO MAGIE DI LUCE MODELLO GES261. E’ una chiamata di soccorso appena più concitata delle altre. C’è un’emergenza: una ragazza è stesa a terra in un ufficio a poche centinaia di metri da lì., in Via Marsala n. 14. Ha il corpo scosso dai tremiti dell’agonia, il capo sprofondato in una pozza di sangue. La ragazza si chiama Nada Cella, 25 anni e si trova nel suo luogo di lavoro, è impiegata come segretaria presso il commercialista dottor Marco Soracco, proprio colui che l’ha trovata in un lago di sangue e che ha chiamato i soccorsi.

All’arrivo in ospedale per quello che sembrava un malore a Nada trovano  ferite multiple sul corpo, il collo spezzato e il cranio sfondato. Gli infermieri le tagliano i vestiti e le rasano i capelli per prepararla all’intervento disperato che forse le salverà la vita, ma no, non gliela salva.

Nada viene trasferita in obitorio, in attesa di un autopsia, perché quello che l’ha uccisa non è un malore, ma un omicidio e brutale anche. E’stata uccisa Nada, massacrata di botte, colta di sorpresa con un oggetto recuperato nello studio che l’ha colpita alla testa facendola accasciare in terra dove l’attacco è proseguito con una violenza inaudita: il carnefice ha afferrato la testa di Nada e l’ha picchiata su una superficie liscia, presumibilmente il pavimento. FARETTO DA GIARDINO CON PICCHETTO LED 10W 4000K IP67 + ACCESSORIDeve essere qualcuno da lei non conosciuto, né temuto, visto che lei gli ha dato le spalle.

Nel tentativo di salvarle la vita molte prove sono andate perdute, non resta che l’ufficio. Ma gli inquirenti hanno una brutta sorpresa: l’ufficio e le scale condominiali che si erano sporcate del sangue di Nara nel trasporto verso l’ospedale,  sono state ripulite dalla Signora Bacchioni, la madre di Soracco con la quale il commercialista vive al piano di sopra dell’ufficio.Faretto da Incasso Led 1watt Luci Ip65 Brillante Lampade Lei si giustifica dicendo che non sapeva che era stato un omicidio, con suo figlio hanno pensato ad un malore che le avrebbe fatto perdere i sensi e l’avrebbe fatta cadere a terra sbattendo la testa. In ogni caso le impressioni degli inquirenti farebbero pensare a qualcuno da lei conosciuto, non temuto e che si sapesse muovere in quell’ ufficio. La prima persona a cui pensano è Marco Soracco.  appunto, il datore di lavoro. Il commercialista ha 34 anni, è laureato in economia e commercio e da qualche anno ha aperto a Chiavari quello studio molto avviato. Riservato, educato, scapolo e cattolico, vive appunto con la madre e la zia nello stesso caseggiato dove si trova l’ufficio, al piano superiore. Il padre, scomparso due anni prima, era stato direttore del dazio e quindi responsabile dell’ufficio anagrafe del Comune di Chiavari. Si accerta che quel giorno era sceso in ufficio con dieci minuti di ritardo rispetto al solito. Quella mattina c’era la pulizia delle scale, terminata intorno alle nove.

Soracco dice di essere sceso intorno alle nove, di aver trovato le serrande già alzate e le luci nell’ingresso accese, cose che la ragazza faceva ogni volta arrivava un cliente, lo faceva accomodare e poi le spengeva. Dice che al suo ingresso ha iniziato a suonare il telefono e stranamente Nada, sempre così precisa, non stava rispondendo. Ha perciò preso lui la chiamata e poi è andato a vedere perché non aveva risposto e la trova a terra in una pozza di sangue, supina, con la faccia rivolta verso il muro, la testa spaccata, ma con gli abiti, jeans e camicetta, integri.

Sulla scrivania, le due pratiche che lei, appena arrivata, aveva preso e il computer acceso. Per terra un paio di occhiali, e le sue scarpe. Faretto da terra PROGETTAZIONE spotlight-rana 230V IP68 gu10-sockel IMPERMEABILEL’ufficio però era tutto in ordine, a suo dire, non mancava nulla: soldi, documenti, tutto al proprio posto.

Soracco telefona al 113, ma non subito. Prima torna di sopra, nel suo appartamento ed avvisa la madre. Anche questo sembra strano agli inquirenti. Perché non ha chiamato subito l’ambulanza? C’era un telefono pure nella stanza dove ha trovato Nada.

Intanto si ricostruisce la sua vita, le sue ultime ore.

Nada è descritta da tutti come una ragazza seria, pulita, irreprensibile. Una vita cristallina basata su due capisaldi: il lavoro e la famiglia. Vive a Chiavari con la madre, mentre il padre era rimasto a Rezzoaglio, paese d’origine della famiglia. La scelta di dividersi era stata presa per agevolare Nada che aveva necessità di trasferirsi a Chiavari per lavoro. FARETTO ESTERNO e27 in alluminio in casa ingresso semplicemente ip55 NeroPerò la famiglia si riunisce ogni fine settimana a Rezzoaglio. La sorella Daniela ed il marito vivono invece a Milano.

Poi la palestra tre volte a settimana, lo studio delle lingue per migliorarsi e provare a cambiarlo quel lavoro, che le stava stretto perché era una ragazza ambiziosa. Impiegata modello ma il suo lavoro di segretaria tuttofare non le piace per niente. Nada sogna di fare altro e vuole, con tutte le sue forze, licenziarsi dallo studio di via Marsala, continua ad andare perché non ha alternative e deve lavorare, ma sogna di affrancarsi presto da quell’ufficio troppo angusto, da quel datore di lavoro che considera un “cretino da sopportare”.

Poche amicizie, non fidanzata, un unico ex fidanzato con cui era finita molto tempo prima, uomo di dieci anni più vecchio di lei. Una storia finita che forse ha lasciato il segno sbarrando la strada ad altri amori. Di lui, di questo unico fidanzato, si occuperà la polizia nei giorni immediatamente dopo l’omicidio cancellando subito il suo nome dall’elenco dei sospetti: vive e lavora in Veneto e per il giorno del delitto ha un alibi di ferro.

Quella mattina, il giorno del delitto che cosa fa Nada? S

Infatti la perizia effettuata sul pc non rileverà in quell’arco temporale letture o scritture sul floppy disk. Faretto EXPERT LED,1 x lr820 - 638487La qual cosa è certamente strana se si deve prestar fede alla ricostruzione della madre di Soracco.

«Troveremo l’assassino, non sarà come a via Poma», annunciavano sicuri gli inquirenti il 20 luglio 1996, due mesi dopo il delitto. «La soluzione è vicina», si lasciò scappare un investigatore pochi giorni dopo.

Alla fine del 1998 il caso viene archiviato. Nessun colpevole. Sono state indagate «per motivi tecnici» tre persone: due donne e lo stesso Soracco, il principale indiziato. Viene interrogato, sottoposto all’esame del Dna, poi scagionato.

Non è stato come a via Poma, è stato peggio, perché Chiavari non è Roma. È una città piccola, dove tutti si conoscono;Faretto led 12W IP68 acciaio inox 24V immersione luce fontana piscina laghetti dove il mercato e i bar dell’aperitivo sono sulla piazza dominata dal Tribunale, dove il commissariato di polizia è a pochi metri dal luogo del delitto.

Tra il 2003 e il 2005 gli investigatori  si sono concentrati nuovamente sul caso. Vengono riesaminati anche i diari di Nada, quelli che nel 1996 non vennero mai letti fino in fondo. Delle «Smemorande» che coprono tre anni, dal 1994 al giorno della morte. Ne emerge  ancora il ritratto di una ragazza riservata, senza grandi amicizie, timida. «In quei diari c’è qualcosa- ammetteva un investigatore- Chi ha frequentato Nada Cella negli ultimi giorni, risentito successivamente, racconta che era diventata nervosa, scontrosa, quasi custodisse un segreto». Ma quale? Non si è mai saputo.

Nel 2011 è stata anche chiesta la consulenza dell’Unità Crimini Violenti (Uacv) della polizia, per mettere sotto la lente tutti gli elementi «scientifici» del delitto, per approdare ad un nulla di fatto: le moderne tecnologie investigative, sinora, non hanno aggiunto niente di nuovo.Faretto led immersione IP68 luce piscina fontana laghetto 24V faro subacqueo

La storia di Nada, poi, è stata “fagocitata” da quella precedente di Simonetta Cesaroni, uccisa a Roma, martedì 7 agosto 1990 nel palazzo di via Carlo Poma n° 2, tuttora irrisolto, con un impatto mediatico assai più forte.

Per entrambe le ragazze, massacrate nel loro luogo di lavoro, pare non ci sia un perché né un colpevole. Non Ancora.